Alluce rigido

L’alluce rigido è un’alterazione funzionale della prima articolazione metatarso-falangea, che risulta avere una riduzione dell’arco di movimento, in particolare della flessione dorsale. Per questo l’alluce non è in grado di accompagnare il movimento di rullata sull’avampiede, e rimanendo esteso costringe il piede a supinare, cioè a trasferire il carico sulla parte esterna.

L’alluce rigido è legato più frequentemente ad un’artrosi della prima metatarso-falangea, con formazione di osteofiti dorsali che vanno in conflitto durante la flessione dorsale, limitando ulteriormente il movimento. A questo si associa un inspessimento della placca plantare, formata dalla spessa capsula articolare, dai sesamoidi e dai tendini del flessore breve dell’alluce. Tale condizione si può verificare anche nel giovane, solitamente in conseguenza di traumi avvenuti anche anni prima, e che il paziente non sempre ricorda, che abbiano causato una lesione cartilaginea: questa poi si evolve nel tempo portando ad una rigidità articolare.

Questa condizione non è facile da riconoscere, in quanto spesso l’alluce non è dolente, mentre il paziente si rivolge al medico perla presenza di dolore e callosità sul bordo esterno del piede.

Il trattamento ortesico consiste nell’applicazione di un plantare con barra rigida per le dita, o di una scarpa con suola rigida. Esso può portare ad una buona risoluzione dei sintomi, ma solitamente per un paziente giovane è difficile accettare un simile vincolo. L’intervento chirurgico garantisce risultati discreti, anche se di fronte ad un’articolazione artrosica è logico aspettarsi dei risultati imperfetti. In caso di artrosi lieve si prediligono gli interventi che risparmiano l’articolazione: tra questi i vari tipi di osteotomia di decompressione (che permettono di correggere contemporaneamente anche eventuali deformità del dito), e l’associazione di release plantare e asportazione degli osteofiti dorsali.

In caso di artrosi grave si può cercare di conservare l’articolarità del dito con un’artroplastica. Un’alternativa più sicura, ma da valutare con attenzione, consiste nel bloccare chirurgicamente l’articolazione in posizione favorevole (artrodesi). Le protesi di metatarso-falangea attualmente non danno buoni risultati.