Mosaicoplastica

Hangody et al. nel 2004 hanno descritto una metodica per il trattamento delle lesioni osteo-condrali dell’astragalo utilizzando numerosi tasselli osteo-cartilaginei autologhi cilindrici, denominati “plugs”. Questi plugs si prelevano dalle zone di non carico mediale o laterale della superficie articolare femorale del ginocchio e si trasferiscono a livello della sede di lesione astragalica, in modo da comporre un “mosaico”, che ha per tessere i vari plugs. La metodica richiede un accesso artrotomico alla caviglia, a causa della necessità di approccio perpendicolare alla superficie cartilaginea e dello scarso spazio presente a livello della articolazione della tibiotarsica.

Studi bioptici successivi a interventi di mosaicoplastica hanno dimostrato come il sito di impianto conservi le caratteristiche di cartilagine ialina con presenza di fibre collagene tipo 2, ma con tessuto fibro-cartilagineo di interfaccia negli spazi vuoti tra l’impianto e la superficie conservata. Le dimensioni ideali per il trattamento con mosaicoplastica sono i difetti che vanno da 1 a 4 cm2, e che i limiti di impianto sono dati soprattutto dalla scarsa disponibilità e morbidità del sito donatore.